Pavimentazioni

Pavimenti autobloccanti: cosa sono?


La pavimentazione autobloccante è una pavimentazione esterna carrabile che unisce estetica, resilienza e capacità di drenaggio. E’ composta da singole unità prodotte in serie, dette masselli.

Il massello “tipo” è composto da due parti: un corpo, solitamente di calcestruzzo o cemento vibro-compresso, ed una faccia superficiale ricoperta da inerti di alta qualità come quarzo, porfido o pietre naturali.
Il corpo del massello presenta solitamente delle protuberanze, chiamate distanziali, che ricoprono una duplice funzione:

  • Agevolano il processo di posa e rendono la pavimentazione permeabile all’acqua, evitando ristagni;
  • Garantiscono flessibilità e resistenza al massello stesso nei confronti delle sollecitazioni meccaniche, requisito fondamentale delle pavimentazioni stradali.

La faccia superiore è responsabile della resa estetica: è proprio quest’ultimo strato che viene trattato con diverse finiture per garantirgli l’aspetto desiderato, sia esso anticato o più moderno.

massello autobloccante

Ma come si posa una pavimentazione autobloccante?
Il massello viene posato sopra uno strato di sabbia o ghetto solitamente di 3/6 cm (chiamato allettamento) che permette all’acqua di venire riassorbita dal terreno evitando ristagni. Le intercapedini (giunti) fra le singole unità vengono poi a loro volta saturate di sabbia, la quale dona all’autobloccante la caratteristica stabilità che suggerisce il nome.
Grazie a questi pregi strutturali ed alla produzione in serie, realizzare un pavimento autobloccante presenta diversi vantaggi se comparato a materiali tradizionali.

Perché scegliere il massello autobloccante?


L’ampia scelta estetica

Oggi le pavimentazioni in massello sono in costante evoluzione e chi oggi si affaccia sul mercato si trova a poter scegliere fra una gamma di prodotti ampia e variegata. Vengono utilizzati per realizzare piazze, strade e viali prestigiosi tali da venire spesso confusi con pavimentazioni in pietra naturale o strutture d’epoca.

Riduzione dell’inquinamento

I pavimenti drenanti mantengono l’equilibrio della falda permettendo il trasferimento dell’acqua al terreno e riducendo di conseguenza l’inquinamento locale.

Ecosostenibilità

Il massello autobloccante possiede un coefficiente di riflettanza di cinque volte maggiore rispetto all’asfalto e sono composti da materiale 100% riciclabile a fine vita.

Durata

Anche se sottoposti a traffico costante, hanno una conservazione di oltre 50 anni.

Praticità

Grazie ai distanziali ed alla forma regolare, la posa in opera è facilitata ed avviene a secco senza emissione di calore o fumi.

Facilità di esecuzione delle operazioni di ripristino

La sostituzione di blocchi danneggiati, la risabbiatura e la manutenzione ai sottoservizi avvengono senza l’ausilio di mezzi meccanici.

Sicurezza

La segnaletica orizzontale in parcheggi ed opere di urbanizzazione è permanente. La consistenza porosa delle pavimentazioni drenanti consente ai liquidi di espandersi in caso di congelamento. Il ricircolo d’aria ne favorisce poi lo scioglimento tempestivo.

Costo e garanzia di qualità

FERRARI BK ancora oggi si pone ai vertici del mercato per qualità, soluzioni tecniche d’avanguardia, aggiornamento continuo di materiali e scelte cromatiche con notevole risparmio di denaro e di lavorazioni rispetto alle pavimentazioni in pietre naturali.

autobloccante flessibile

Il processo di posa? E' storia vecchia!


Facciamo alcuni (tanti!) passi indietro e torniamo esattamente a 1900 anni fa, nel secondo secolo d.C., quando Roma era al momento della sua massima espansione.
Quando pensiamo all’Impero che mise in ginocchio mezza Europa continentale e l’intero Nord Africa, tutti si chiedono quale fosse il loro segreto. La risposta è sotto ai nostri occhi, o meglio, sotto ai nostri piedi: le strade!
Ciò che garantì ai romani la superiorità strategica era infatti la capacità di poter muovere i propri eserciti con rapidità su gran parte del loro territorio.

Diamo un’occhiata ad una sezione di strada romana, possiamo notare la struttura interna composta da diversi strati:

  • lo statumen: ovvero lo strato di fondamenta, formato da pietre piuttosto grandi.

  • Il rudus, composto di malta mista a pietriccio, è il livello successivo che ricopre lo strato di fondamenta e viene pressato affinché risulti il più compatto possibile;

  • Il nucleus, infine, è un letto cedevole di sabbia e malta in cui venivano conficcate le lastre di pietra carrabili;

  • L’ultimo strato è detto pavimentum: le singole unità, tenute insieme dalla malta e parzialmente conficcati nel nucleus, rimangono fisse e compongono una pavimentazione carrabile resistente sia alle sollecitazioni meccaniche che agli agenti atmosferici.

  • I romani avevano già capito l’importanza della gestione intelligente delle acque meteoriche: notiamo infatti che il pavimentum non ha una forma perfettamente parallela alle fondamenta, bensì leggermente convessa, per agevolare il reflusso e il drenaggio della pioggia.

sezione di strada romana

La posa di un pavimento autobloccante

Tenete bene a mente quanto detto poco fa sulle strade romane: fatto? Bene.
Ora diamo uno sguardo assieme alla composizione del substrato, propedeutico alla posa delle pavimentazioni autobloccanti. 
Notate qualche somiglianza?

Il processo di costruzione della pavimentazione è rimasto sostanzialmente lo stesso: vi è una fondazione composta da pietriccio, (di granulometria man mano più piccola tanto più ci si avvicina alla superficie: 25/75mm fino a 5/40mm) ricoperta da uno strato di allettamento di sabbia o stabilizzato con granulometria fra i 2 e i 13mm in cui vengono inseriti i masselli.

Concettualmente non ci siamo spostati troppo dall’antica tecnica di costruzione delle strade, tuttavia il progresso tecnologico ha permesso il perfezionamento di alcuni elementi:

posa autobloccante strati
  • L’inserimento di tessuti geotessili per evitare radicamento e crescita erbosa fra le intercapedini dei masselli;

  • La produzione in serie dei masselli: dimensioni e spessore calcolati al millimetro per disegni perfettamente simmetrici;

  • I distanziali posti ai lati del singolo massello che gli garantiscono stabilità e flessibilità senza l’utilizzo di malte;

  • Il sistema di drenaggio avanzato permette alle acque meteoriche di insinuarsi fra i conci e scivolare negli strati sottostanti fino disperdersi nel substrato naturale dove irroreranno naturalmente il terreno.

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