Pavimentazioni

Pavimenti autobloccanti


Cosa c'è da sapere

Che cos'è

La pavimentazione autobloccante è una pavimentazione esterna carrabile che unisce estetica, resilienza e capacità di drenaggio. E’ composta da singole unità prodotte in serie, dette masselli.

La posa: in breve

Vediamo come si posa una pavimentazione autobloccante.

  • Il massello viene posato sopra uno strato di sabbia o ghetto solitamente di 3/6 cm (chiamato allettamento) che permette all’acqua di venire riassorbita dal terreno evitando ristagni;
  • Le intercapedini (giunti) fra le singole unità vengono poi a loro volta saturate di sabbia, la quale dona all’autobloccante la caratteristica stabilità che suggerisce il nome.

I vantaggi: meno costi, ottima qualità


Grazie a questi pregi strutturali ed alla produzione in serie, realizzare un pavimento autobloccante presenta diversi vantaggi se comparato a materiali tradizionali:

L’ampia scelta estetica

Le pavimentazioni autobloccanti sono in costante evoluzione e chi oggi si affaccia sul mercato si trova a poter scegliere fra una gamma di prodotti ampia e variegata. Vengono utilizzati per realizzare piazze, strade e viali prestigiosi tali da venire spesso confusi con pavimentazioni in pietra naturale o strutture d’epoca.

Costo e garanzia di qualità

FERRARI BK, nostro fornitore di fiducia, si pone ai vertici del mercato per qualità, soluzioni tecniche d’avanguardia, aggiornamento continuo di materiali e scelte cromatiche con notevole risparmio di denaro e di lavorazioni rispetto alle pavimentazioni in pietre naturali.

Sicurezza

La segnaletica orizzontale in parcheggi ed opere di urbanizzazione è permanente. La consistenza porosa delle pavimentazioni drenanti consente ai liquidi di espandersi in caso di congelamento. Il ricircolo d’aria favorisce poi lo scioglimento tempestivo del ghiaccio.

Facilità di esecuzione dei ripristini

La sostituzione di blocchi danneggiati, la risabbiatura e la manutenzione ai sottoservizi avvengono senza l’ausilio di mezzi meccanici, con facilità e in poco tempo.

Praticità e durabilità

Grazie ai distanziali ed alla forma regolare, la posa in opera degli autobloccanti è facile e veloce, avviene a secco senza emissione di calore o fumi. Anche se sottoposti a traffico costante, una pavimentazione autobloccante ha un'aspettativa di conservazione di oltre 50 anni.

Ecosostenibilità

Il massello autobloccante possiede un coefficiente di riflettanza di cinque volte maggiore rispetto all’asfalto e sono composti da materiale 100% riciclabile a fine vita.

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Il processo di posa: in dettaglio


Com'è fatto un massello

massello autobloccante

Il massello “tipo” è composto da due parti: un corpo, solitamente di calcestruzzo o cemento vibro-compresso, ed una faccia superficiale ricoperta da inerti di alta qualità come quarzo, porfido o pietre naturali.
Il corpo del massello presenta solitamente delle protuberanze, chiamate distanziali, che ricoprono una duplice funzione:

  • Agevolano il processo di posa e rendono la pavimentazione permeabile all’acqua, evitando ristagni;
  • Garantiscono flessibilità e resistenza al massello stesso nei confronti delle sollecitazioni meccaniche, requisito fondamentale delle pavimentazioni stradali.

La faccia superiore è responsabile della resa estetica: è proprio quest’ultimo strato che viene trattato con diverse finiture per garantirgli l’aspetto desiderato, sia esso anticato o più moderno.

Composizione del substrato

Vi è una fondazione composta da pietriccio, (di granulometria man mano più piccola tanto più ci si avvicina alla superficie: 25/75mm fino a 5/40mm) ricoperta da uno strato di allettamento di sabbia o stabilizzato con granulometria fra i 2 e i 13mm in cui vengono inseriti i masselli.

Fondamentale la presenza di alcuni elementi:

posa autobloccante strati
  • L’inserimento di tessuti geotessili per evitare radicamento e crescita erbosa fra le intercapedini dei masselli;

  • La produzione in serie dei masselli: dimensioni e spessore calcolati al millimetro per disegni perfettamente simmetrici;

  • I distanziali posti ai lati del singolo massello che gli garantiscono stabilità e flessibilità senza l’utilizzo di malte;

  • Il sistema di drenaggio avanzato permette alle acque meteoriche di insinuarsi fra i conci e scivolare negli strati sottostanti fino a disperdersi nel substrato naturale dove irroreranno naturalmente il terreno evitando stagnazioni dannose.

La posa... storia vecchia!


Facciamo alcuni (tanti!) passi indietro e torniamo esattamente a 1900 anni fa, nel secondo secolo d.C., quando Roma era al momento della sua massima espansione.
Quando pensiamo all’Impero che mise in ginocchio mezza Europa continentale e l’intero Nord Africa, tutti si chiedono quale fosse il loro segreto. La risposta è sotto ai nostri occhi, o meglio, sotto ai nostri piedi: le strade!
Ciò che garantì ai romani la superiorità strategica era infatti la capacità di poter muovere i propri eserciti con rapidità su gran parte del loro territorio.

Diamo un’occhiata ad una sezione di strada romana, possiamo notare la struttura interna composta da diversi strati:

  • lo statumen: ovvero lo strato di fondamenta, formato da pietre piuttosto grandi.

  • Il rudus, composto di malta mista a pietriccio, è il livello successivo che ricopre lo strato di fondamenta e viene pressato affinché risulti il più compatto possibile;

  • Il nucleus, infine, è un letto cedevole di sabbia e malta in cui venivano conficcate le lastre di pietra carrabili;

  • L’ultimo strato è detto pavimentum: le singole unità, tenute insieme dalla malta e parzialmente conficcati nel nucleus, rimangono fisse e compongono una pavimentazione carrabile resistente sia alle sollecitazioni meccaniche che agli agenti atmosferici.

  • I romani avevano già capito l’importanza della gestione intelligente delle acque meteoriche: notiamo infatti che il pavimentum non ha una forma perfettamente parallela alle fondamenta, bensì leggermente convessa, per agevolare il reflusso e il drenaggio della pioggia.

sezione di strada romana

Tenete bene a mente quanto detto poco fa sulle strade romane: fatto? Bene.
Ora confrontate quanto detto alla composizione del substrato che si utilizza oggi. Notate qualche somiglianza?Il processo di costruzione della pavimentazione è rimasto sostanzialmente lo stesso! 

Concettualmente non ci siamo spostati troppo dall’antica tecnica di costruzione delle strade, tuttavia il progresso tecnologico ne ha permesso il perfezionamento per renderla ancora più efficace!

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